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14/09/2026
Se usi una piattaforma di email marketing e guardi ogni tanto quante persone hanno aperto la tua ultima newsletter, questo articolo ti riguarda.
Il dato che leggi in quel pannello arriva da uno strumento che, dal 29 ottobre 2026, richiede il consenso di chi riceve le tue email.
Abbiamo già aggiornato il generatore di documenti: se sei cliente LegalBlink, in fondo trovi cosa devi fare per allinearti.
Il tracking pixel è un'immagine trasparente di un pixel per un pixel, invisibile a chi legge, che la piattaforma di invio inserisce automaticamente nelle email. Quando il destinatario apre il messaggio, il programma di posta scarica quell'immagine dal server della piattaforma: da lì si ricava che l'email è stata aperta, quando, quante volte, da quale dispositivo e con quale client di posta, oltre all'indirizzo IP.
Insieme al pixel lavorano i link tracciati: gli indirizzi dentro l'email vengono riscritti in modo da passare da un server intermedio, che registra chi ha cliccato e su cosa.
Sono gli strumenti che alimentano tutte le statistiche di apertura e di click che vedi nel tuo pannello. E nella quasi totalità delle piattaforme sono attivi per impostazione predefinita, senza che nessuno li abbia mai accesi di proposito.
Con il provvedimento n. 284 del 17 aprile 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 aprile, il Garante per la protezione dei dati personali ha adottato le Linee Guida sull'utilizzo dei tracking pixel nelle comunicazioni di posta elettronica.
Il ragionamento è lineare: il pixel accede a informazioni conservate nel dispositivo del destinatario, esattamente come fa un cookie. Si applica quindi l'art. 122 del Codice privacy, che per queste operazioni richiede il consenso preventivo, salvo eccezioni limitate.
Ne derivano tre conseguenze pratiche:
Serve un'informativa specifica. La privacy policy deve dire che le email contengono strumenti di tracciamento, quali dati rilevano, per quale finalità e chi li tratta per conto tuo.
Serve il consenso. Il consenso al tracciamento può essere raccolto insieme a quello per ricevere le comunicazioni commerciali — non servono due caselle separate — ma il testo dell'opt-in deve menzionarlo. Un consenso alla newsletter che non dice nulla del tracciamento non copre il tracciamento.
Serve una revoca granulare. Il destinatario deve poter dire "continuo a ricevere le tue email, ma non voglio essere tracciato". È il punto tecnicamente più difficile, perché richiede che la piattaforma sappia inviare messaggi privi di pixel e di link tracciati a singoli contatti.
Il termine per adeguarsi è di sei mesi dalla pubblicazione: 29 ottobre 2026.
È l'equivoco più diffuso, e vale la pena chiarirlo perché alcune piattaforme lo presentano come soluzione conforme.
Qualche fornitore offre questo meccanismo: chi revoca il consenso continua a ricevere email con il pixel dentro, ma i dati raccolti non vengono più associati alla sua identità. Sembra sufficiente, ma non lo è. Il pixel viene comunque caricato dal server, che riceve indirizzo IP, user agent, orario e conferma dell'apertura: il trattamento avviene, e l'anonimizzazione interviene solo dopo. Chi ha revocato deve ricevere email senza pixel, non email con pixel anonimizzato.
Se la tua piattaforma di email marketing ti propone l'anonimizzazione, chiedi per iscritto se è possibile escludere del tutto il tracciamento per singoli contatti o per un segmento dedicato, alimentato automaticamente dal centro preferenze.
Controlla se il tracciamento è attivo. Apri il pannello della tua piattaforma (Mailchimp, Brevo, MailUp, Klaviyo, Shopify Email): se vedi le statistiche di apertura e di click, lo è.
Chiedi al fornitore cosa sa fare. Le domande sono due: può inviare email prive di pixel a chi lo richiede? La revoca dal centro preferenze si propaga automaticamente su tutti gli invii?
Aggiorna informativa e form. La privacy policy deve parlare del tracciamento e il testo del consenso nei tuoi moduli di iscrizione deve menzionarlo.
Sistema i contatti già in lista. È il punto più delicato. Chi si è iscritto mesi o anni fa ha acconsentito a ricevere le tue email, non a essere tracciato: all'epoca il tracciamento non era indicato da nessuna parte. Le strade sono tre: disattivare il tracciamento per i contatti storici, inviare loro una comunicazione informativa con la possibilità di opporsi al solo tracciamento, oppure chiedere un nuovo consenso espresso.
Abbiamo aggiunto al generatore della privacy policy una domanda nella sezione Marketing e Profilazione:
Invii email ai tuoi contatti (newsletter, promozioni, email automatiche) e misuri quanti le aprono o ci cliccano dentro?
In base alla risposta il documento produce la clausola corretta: il testo completo su tracking pixel, link tracciati, base giuridica, revoca granulare e ruolo del fornitore della piattaforma, oppure la dichiarazione che le email non contengono strumenti di tracciamento. La clausola è disponibile in italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco e portoghese.
Abbiamo aggiornato anche il report sulle criticità legali: quando il sito raccoglie iscrizioni alla newsletter, il report segnala l'adempimento e l'elenco delle verifiche da fare sulla piattaforma di invio.
Se usi Fast Legal, entra nella sezione Documenti generati e rispondi alla nuova domanda nella sezione Marketing e Profilazione. Ti bastano 10 secondi.
Se hai Easy Merchant, dove i documenti sono redatti dal nostro team, scrivici: aggiorniamo noi la privacy policy con la clausola sui tracking pixel. In ogni caso i documenti verranno aggiornati automaticamente al primo rinnovo.
Ad ogni modo, ti segnaliamo che le principali piattaforme di invio si stanno già muovendo per adeguarsi: tieni a mente la scadenza del 29 ottobre 2026, verifica in prossimità del termine quali strumenti il tuo fornitore ha reso disponibili e aggiorna di conseguenza la privacy policy — da solo con Fast Legal, oppure facendola aggiornare dai nostri legali se hai Easy Merchant.
Team LegalBlink