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La pubblicità personalizzata su Facebook, Instagram e WhatsApp è illegale?

07/12/2022

La pubblicità personalizzata su Facebook, Instagram e WhatsApp è illegale?
 

Il modello di business di Meta dichiarato illegale nell'UE secondo il Wall Sreet Journal.

Infatti, sembrerebbe che Facebook, Instagram e WhatsApp non possano più pubblicare annunci personalizzati senza il consenso dell'utente.

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SOMMARIO

Introduzione
Meta voleva aggirare il consenso
Prevista una pesante multa
Conseguenza: niente annunci personalizzati?
Prossime tappe

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meta illegale

 

Introduzione


Come riportato dal Wall Street Journal, l'EDPB (il Comitato europeo per la protezione dei dati) ha deciso che Meta non può costringere gli utenti ad accettare annunci personalizzati.

Nel maggio 2018, quando il GDPR è entrato in vigore nell'UE, Meta Ireland Ltd. riteneva di poter "aggirare" l'obbligo di ottenere il consenso degli utenti, semplicemente aggiungendo una disposizione nei termini e condizioni.

Il 25 maggio 2018, l'organizzazione per i diritti digitali di Max Schrems (noyb) ha presentato un reclamo alle autorità competenti per la protezione dei dati (DPA).

Ora, a distanza di 4 anni e mezzo, l'European Data Protection Board (EDPB) ha ritenuto illegale il presunto "aggiramento" del GDPR da parte di Meta.

L'EDPB ha anche respinto il parere della Commissione irlandese per la protezione dei dati (DPC) che in precedenza si era schierata con Meta, dopo aver impiegato quattro anni per indagare sul caso.
 

Meta voleva "aggirare" il consenso. 
 

Il GDPR prevede sei basi giuridiche per il trattamento dei dati, una delle quali è il consenso ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera a).

Meta avrebbe cercato di aggirare il requisito del consenso per il tracciamento e la pubblicità online sostenendo che gli annunci sono parte del "servizio" che deve contrattualmente agli utenti.

Il presunto cambio di base giuridica è avvenuto esattamente il 25 maggio 2018 a mezzanotte, quando il GDPR ha iniziato ad applicarsi.

La cosiddetta "necessità contrattuale" ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera b), è solitamente intesa in senso restrittivo e consentirebbe, ad esempio, a un ecommerce di comunicare l'indirizzo di residenza al trasportatore, in quanto strettamente necessario per eseguire un ordine di acquisto. 

Meta, tuttavia, ha ritenuto di poter semplicemente aggiungere elementi casuali al contratto (come la pubblicità personalizzata), per evitare l'opzione di consenso sì/no per gli utenti.

Max Schrems:
 

 "Invece di avere un'opzione sì/no per gli annunci personalizzati, hanno semplicemente spostato la clausola di consenso nei termini e condizioni. Questo non è solo ingiusto, ma chiaramente illegale. Non siamo a conoscenza di nessun'altra azienda che abbia cercato di ignorare il GDPR in modo così arrogante".

 

Prevista una pesante multa 


Secondo il WSJ, oltre allo stop generale degli annunci personalizzati, l'EDPB avrebbe insistito per una multa massiccia per Meta.

Dopo tutto, l'azienda ha basato la maggior parte del trattamento dei dati commerciali su una base giuridica che è stata chiaramente esclusa dall'EDPB in linee guida esplicite nel 2019, portando a violazioni chiaramente intenzionali della legge.
 

Conseguenza: niente annunci personalizzati?


La decisione del Comitatoa europeo per la protezione dei dati potrebbe implicare per Meta di dover consentire agli utenti di avere una versione di tutte le app che non utilizzi i dati personali per gli annunci.

La decisione consentirebbe comunque a Meta di utilizzare dati non personali (come il contenuto di una storia) per personalizzare gli annunci o di chiedere agli utenti il consenso agli annunci tramite un'opzione sì/no.

Gli utenti dovrebbero poi avere sempre il diritto di revocare in qualsiasi momento il consenso, senza che Meta possa limitare il servizio social richiesto dall'utente (Facebook per esempio).

Se da un lato questo limiterà drasticamente i profitti di Meta nell'UE, dall'altro non proibirà completamente gli annunci.

La decisione metterà Meta sullo stesso piano di altri siti web o app, che devono fornire agli utenti un'opzione "sì/no".
 

Prossime tappe.


Meta potrà impugnare la decisione del Comitato europeo per la protezione dei dati.

E' però difficile che Meta possa vincere, visto il parere del Comitato. 

In ogni caso, vi terremo aggiornati sugli sviluppi !

Team LegalBlink