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17/01/2026
Hai un sito e-commerce e vuoi pubblicare una privacy policy conforme al GDPR nel 2026?
È una scelta fondamentale, perché l’informativa privacy è uno dei documenti più rilevanti e più frequentemente verificati dal Garante Privacy nei controlli sui siti di commercio elettronico.
Ogni e-commerce tratta quotidianamente dati personali degli utenti: dati di contatto, informazioni di pagamento, indirizzi di spedizione, dati fiscali, richieste di assistenza, attività di marketing e, sempre più spesso, sistemi basati su Intelligenza Artificiale. Tutti questi trattamenti devono essere descritti in modo chiaro, trasparente e aggiornato nella privacy policy.
In questa guida aggiornata al 2026 ti spieghiamo cos’è la privacy policy per e-commerce, cosa deve contenere per essere realmente conforme al GDPR, come indicare correttamente le finalità e i tempi di conservazione dei dati, come gestire le richieste di cancellazione degli utenti e come affrontare correttamente l’uso di strumenti di AI nel tuo shop online.
SOMMARIO
Nel 2026 la privacy policy è diventata il punto di partenza di qualsiasi verifica del Garante per la protezione dei dati personali. Questo perché l’informativa rappresenta la sintesi ufficiale di come il titolare dichiara di trattare i dati personali degli utenti e costituisce, di fatto, la “carta d’identità privacy” dell’e-commerce.
Nella prassi ispettiva più recente, il Garante utilizza la privacy policy come documento di confronto immediato tra ciò che il sito comunica agli utenti e ciò che avviene realmente sul piano operativo. Un’informativa incompleta, generica o non aggiornata segnala fin da subito un possibile deficit di compliance e induce l’Autorità ad approfondire ulteriormente l’analisi, richiedendo il registro dei trattamenti, i contratti con i responsabili, le policy interne e la documentazione sulle misure di sicurezza adottate.
Il motivo è semplice: nel 2026 la privacy policy non è più considerata un mero adempimento informativo, ma uno strumento di accountability. Attraverso questo documento il titolare del trattamento dimostra di conoscere i propri flussi di dati, di aver individuato correttamente finalità, basi giuridiche e tempi di conservazione e di averli tradotti in un’informazione chiara e verificabile per l’utente. Qualsiasi incoerenza tra quanto dichiarato nella privacy policy e le modalità effettive di trattamento viene oggi valutata come un indice di scarsa governance dei dati personali.
In un contesto digitale sempre più complesso, caratterizzato dall’uso di piattaforme cloud, strumenti di marketing evoluti e soluzioni di Intelligenza Artificiale, il Garante parte quindi dall’informativa privacy per verificare se l’e-commerce ha un approccio consapevole e strutturato alla protezione dei dati. Una privacy policy aggiornata, specifica e coerente con la realtà operativa del sito non solo riduce il rischio di sanzioni, ma rappresenta anche il primo elemento difensivo in caso di controlli, segnalazioni o contenziosi.
La privacy policy per ecommerce è il documento che spiega agli utenti come il tuo shop online tratta i loro dati personali.
Infatti, quando un utente accede al tuo sito di commercio elettronico conferisce determinati dati personali. Ad esempio:
L'informativa privacy per ecommerce spiega agli utenti come vengono gestiti e conservati queste informazioni.
E' un documento molto importante, obbligatorio per tutti i siti di commercio elettronico.
La privacy policy per ecommerce deve rispettare quanto indicato dal GDPR. Inoltre, è un testo legale da pubblicarsi insieme alla informativa cookie e alle condizioni generali di vendita.
Pubblicare una privacy policy per ecommerce a norma di legge con LegalBlink è molto facile.
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Per entrambi i paccheti, i documenti sono aggiornati automaticamente quando cambia la legge. In questo modo sei sicuro di continuare ad avere una privacy policy per ecommerce a norma.
Sotto il profilo del rapporto con gli utenti, un’informativa privacy chiara, completa e facilmente comprensibile contribuisce in modo significativo a rafforzare la fiducia nel sito.
L’utente è messo nelle condizioni di sapere chi tratta i suoi dati personali, dove ha sede l’azienda, per quanto tempo le informazioni vengono conservate e con quali modalità può esercitare i propri diritti. Questa trasparenza riduce le richieste di chiarimento, migliora l’esperienza complessiva di navigazione e incide positivamente anche sul processo decisionale dell’utente, aumentando la propensione all’acquisto.
Dal punto di vista strettamente legale, la privacy policy è uno dei primi documenti esaminati dal Garante per la protezione dei dati personali in caso di verifica, sia essa effettuata a campione sia a seguito di una segnalazione da parte degli interessati. Un’informativa incompleta, generica o non aggiornata espone il titolare del sito a sanzioni particolarmente rilevanti, che il GDPR quantifica fino a 20 milioni di euro oppure, per le imprese, fino al 4% del fatturato annuo mondiale.
Esiste infine un profilo reputazionale che non può essere trascurato. I provvedimenti sanzionatori del Garante sono pubblici e frequentemente ripresi da organi di stampa e canali social, con un impatto diretto sull’immagine dell’e-commerce. Una non conformità in materia di privacy può tradursi in una perdita di credibilità e di fiducia da parte dei clienti, con conseguenze concrete sulle vendite e sulla solidità del brand nel medio periodo.
La prima informazione che deve contenere la privacy policy per ecommerce riguarda il titolare del trattamento.
Il titolare del trattamento è il soggetto che "tratta" i dati degli utenti. In ambito ecommerce, è il proprietario del sito ecommerce.
L'informativa privacy deve quindi indicare tutte le informazioni identificative del caso. Vale a dire:
Nella informativa privacy non è necessario indicare le generalità del legale rappresentante della società.
La tua privacy policy deve spiegare agli utenti anche come vengono trattati i loro dati personali. Queste sono le "finalità" del trattamento.
Per un sito di commercio elettronico, le finalità più frequenti e importanti sono le seguenti:
La privacy policy del tuo sito di commercio elettronico deve spiegare, in modo chiaro e preciso, tutte queste finalità.
In difetto, l'informativa privacy del tuo sito di commercio elettronico non potrà dirsi a norma del GDPR.
In base a quanto previsto dal Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (GDPR), ogni sito di commercio elettronico deve spiegare agli utenti per quanto conserva i loro dati personali.
E' quindi un importante obbligo legale che se non viene rispettato può costare sanzioni pesanti (es.: fino al 4% del fatturato).
Questo obbligo è ragionevole. Infatti, l'utente che conferisce dati personali sul sito ecommerce (es.: dati di fatturazione) deve sapere che questi dati non verranno conservati all'infinito ma che saranno, prima o poi, cancellati dal titolare del sito ecommerce.
In materia di dati personali, non esiste un unico periodo di conservazione.
Infatti, la privacy policy per e-commerce deve indicare, per ogni finalità, il periodo di conservazione del dato personale.
Ad esempio, il periodo di conservazione del dato personale ottenuto per finalità di marketing (es.: email) sarà diverso rispetto allo stesso dato (sempre l'email, per esempio) ottenuto per adempiere al contratto.
Quindi, per decidere il periodo di conservazione da indicare nella privacy policy per ecommerce è necessario sapere per quali finalità vengono conservati i dati personali in un sito di commercio elettronico.
Un comune sito ecommerce tratta i dati degli utenti per le seguenti finalità:
Una informativa privacy a norma GDPR deve sicuramente indicare tutte queste finalità di trattamento.
Per ciascuna finalità, la privacy policy deve indicare per quanto tempo conserva i dati.
Chiarito che una informativa privacy a norma GDPR deve specificare le diverse finalità di trattamento, vediamo nel dettaglio il tema del periodo di conservazione.
Come detto, il periodo di conservazione varia in base alle diverse finalità.
Una informativa privacy a norma GDPR deve indicare che per questa finalità i dati personali saranno conservati per 10 anni, decorrenti dalla data di conclusione dell'ordine.
Per questa finalità i dati personali dell'utente saranno conservati fino a quando non si è conclusa l'attività di assistenza con il cliente.
Infatti, una volta conclusa la corrispondenza con il cliente (il c.d. "ticketing") non ha senso conservare i dati dell'utente.
Pertanto, la tua privacy policy per ecommerce dovrà indicare che i dati verranno cancellati una volta dato seguito alla richiesta dell'utente.
Con il termine "finalità di marketing" si intende il trattamento dei dati finalizzato ad inviare comunicazioni pubblicitarie e newsletter.
In questo ambito ovviamente l'utente deve aver prestato il consenso all'invio di questo tipo di comunicazioni.
Per quanto tempo puoi conservare l'email degli utenti per questa finalità?
Sul punto ci sono due orientamenti di cui devi tenere conto se vuoi redigere una privacy policy per ecommerce a norma.
Prima della entrata in vigore del GDPR, il Garante Privacy imponeva questi termini:
Dopo l'entrata in vigore del GDPR si ritiene che questi termini non siano più obbligatori. Si possono prendere in considerazione come ipotesi di periodo di conservazione, ma la privacy policy per ecommerce potrebbe anche indicare dei termini superiori.
Questa impostazione è giustificata dal fatto che il GDPR lascia una discreta libertà ai siti di commercio elettronico in diversi contesti (es.: le misure di sicurezza), tra cui la decisione del periodo di conservazione.
Ciò posto, come decidere il periodo di conservazione per finalità di marketing e profilazione?
In base a questo orientamento si possono conservare i dati anche per periodi superiori a 12/24 mesi.
L'importante è che il periodo di conservazione sia proporzionato e non eccessivo.
Ad esempio, un periodo di 4 anni potrebbe essere ritenuto sufficiente.
Entrambi gli orientamenti sono di fatto corretti.
Una informativa privacy a norma GDPR potrà indicare come periodo di conservazione 12/24 mesi (rispettivamente per finalità di marketing o profilazione) oppure decidere un periodo più ampio.
L'importante è che il periodo di conservazione sia indicato nella privacy policy per ecommerce e che sia rispettato dal sito di commercio elettronico.
Ogni sito ecommerce ha numerosi obblighi di legge da rispettare.
Solo a titolo di esempio obblighi di:
Il periodo di conservazione dei dati personali degli utenti ovviamente deve tenere conto di questi obblighi.
Per non dover modificare la privacy policy per ecommerce ogni qual volta cambia la normativa, però, è sufficiente indicare nella informativa privacy che i dati saranno conservati per il tempo previsto dalla normativa applicabile.
Ad esempio, ad oggi la normativa fiscale richiede che le fatture siano conservate per 10 anni.
Ebbene, il sito dovrà conservare i dati per tutto questo periodo di tempo. Se però la normativa cambia, il sito dovrà adeguarsi ma non sarà richiesto modificare la privacy policy del sito.
Questo è un importante suggerimento per risparmiare soldi in spese legali connesse alla modifica della privacy policy per ecommerce.
Concludi l'ordine di acquisto con il tuo cliente. Per quanto tempo puoi conservare i dati personali dell'utente?
Per rispondere a questa domanda è necessario sapere che ogni diritto può essere fatto valere al massimo entro 10 anni.
Pertanto, puoi conservare i dati personali del tuo cliente per tutto questo tempo. Considera poi che se interviene una causa questo periodo è sospeso ... e riprende a decorrente con il c.d. "passaggio in giudicato della sentenza" (la sentenza non può essere oggetto di impugnazione).
Una informativa privacy per sito ecommerce dovrà pertanto indicare che il sito ecommerce si riserva la facoltà di conservare i dati personali degli utenti per un periodo di 10 anni.
Un concetto molto importante e che deve riflettersi in una informativa privacy a norma GDPR è questo:
lo stesso dato può essere conservato per diversi tempi.
Infatti, l'indirizzo di residenza può essere conservato per il tempo previsto dalla normativa fiscale (finalità di adempiere alla legge) e per 10 anni (finalità di esecuzione del contratto).
L'email può essere conservata per 24 mesi per finalità di marketing e cancellata dopo poco tempo per finalità di customer care.
Abbiamo visto che uno stesso dato può (e in alcuni casi, deve) essere conservato per diversi tempi a seconda delle diverse finalità.
Un dubbio molto frequente tra web agency e siti di commercio elettronico è il seguente:
come comportarsi se l'utente chiede la cancellazione di tutti i suoi dati?
Un errore molto comune è cancellare tutti i dati personali conservati dal sito di commercio elettronico.
Questo comportamento non rispetta i principi del GDPR ed è lesivo per lo stesso ecommerce.
Vediamo come dare seguito alla richiesta dell'utente e rispettare al tempo stesso il GDPR con riferimento alla tua privacy policy per ecommerce.
Il sito ecommerce deve dare seguito alla richiesta dell'utente senza ritardo.
Questo significa che deve "cancellare" i dati che l'utente ha conferito e che abbiano come base giuridica il consenso.
Allo stesso modo, deve cancellare i dati personali per i quali non v'è più alcuna finalità che ne giustifichi la conservazione.
Quali dati possono essere cancellati e che rispettano questi requisiti? Di solito sono i seguenti:
Questi dati di solito possono essere cancellati.
Come rispettare il GDPR e non cancellare tutti i dati
Come abbiamo visto, il sito ecommerce può conservare lo stesso dato per diverse finalità.
Questo significa che può conservare alcuni dati anche se su questi dati l'utente ha chiesto la cancellazione.
Semplicemente, il sito non potrà più utilizzare il dato per la finalità per la quale opera la richiesta di cancellazione, potrà però conservare lo stesso dato per altre finalità.
Un esempio tipico è l'indirizzo di residenza, il quale lo troviamo:
In presenza di una richiesta di cancellazione, il sito ecommerce non dovrà certo distruggere la fattura oppure cancellare l'ordine di acquisto. Se così facesse, non rispetterebbe la normativa fiscale (solo a titolo di esempio).
Infatti, potrà conservare quei dati che sono necessari, ad esempio, per:
Se il sito ecommerce dovesse cancellare tutti i dati, non potrebbe ad esempio difendersi in giudizio o adempiere alla normativa fiscale!
Tieni conto di queste indicazioni per redigere la privacy policy per ecommerce!
Adesso che abbiamo chiarito che lo stesso dato può essere conservato per diverse finalità sappiamo anche quali dati possono essere conservati anche se l'utente chiede una cancellazione totale.
Infatti, il sito ecommerce potrà conservare tutti quei dati personali che sono necessari per adempiere alle diverse finalità (difesa in giudizio, rispetto della normativa fiscale, etc. etc.).
Invece, quei dati che non hanno più una giustificazione, possono essere cancellati (ovviamente se lo richiede l'utente o non sono più in ogni caso necessari).
Ovviamente, anche questo genere di informazioni deve essere illustrato nella privacy policy per sito ecommerce.
Qualche mese fa, il titolare di un noto ecommerce di abbigliamento ha ricevuto una verifica a campione del Garante Privacy. Purtroppo la privacy policy pubblicata sul sito era incompleta, e mancavano in particolare indicazioni precise sui tempi di conservazione dei dati e sulle finalità del trattamento.
Dopo l’ispezione, il Garante ha comminato una sanzione di ben 20.000 euro. Oltre alla pesante multa, il nostro cliente ha visto pubblicata la notizia sul sito ufficiale dell'autorità e diffusa sui social network, generando un serio danno d'immagine e un calo importante delle vendite nei mesi successivi.
I nostri avvocati sono intervenuti tempestivamente per aggiornare la documentazione e limitare il danno reputazionale, ma ormai il problema era già evidente.
Questa esperienza insegna che prevenire è decisamente meglio che curare: con una privacy policy corretta e sempre aggiornata, come quella che puoi ottenere con LegalBlink, il rischio di incorrere in situazioni simili è praticamente nullo.
Sempre più ecommerce stanno adottando sistemi di Intelligenza Artificiale (AI) per migliorare l'esperienza utente, ad esempio tramite chatbot, assistenti virtuali o tecniche avanzate di profilazione dei clienti. Questi strumenti raccolgono e analizzano numerosi dati personali, e per questo motivo è essenziale che la tua privacy policy sia aggiornata e contenga informazioni chiare al riguardo.
Nel 2026, il GDPR impone di indicare esplicitamente:
Aggiungere un paragrafo dedicato nella privacy policy del tuo ecommerce è fondamentale non solo per conformarti al GDPR ma anche per rassicurare i clienti sull’uso sicuro e trasparente dell’intelligenza artificiale nel tuo negozio online.
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Il blog di LegalBlink è specificatamente dedicato alle questioni legali che possono coinvolgere il tuo business. Per qualsiasi informazione su come ottenere una privacy policy a norma per il tuo sito di commercio elettronico puoi contattarci tramite il form presente sul sito o scrivendo direttamente a legalblink@legalblink.it.
Team LegalBlink