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07/10/2026
Se hai un e-commerce, uno dei temi più delicati è la politica di reso. Tutti i clienti vogliono sentirsi sicuri quando comprano online, e sapere che, se qualcosa non va, possono restituire il prodotto.
Allo stesso tempo, per chi vende è importante avere politiche di reso per ecommerce chiare e aggiornate, per evitare malintesi e perdite economiche.
Nel 2026 il tema delle politiche di reso è diventato ancora più centrale. Le autorità di controllo (come l'AGCM) e le associazioni dei consumatori prestano particolare attenzione alla chiarezza delle informazioni fornite prima dell’acquisto, e le contestazioni sui resi rappresentano uno dei motivi più frequenti di reclamo negli e-commerce.
Non basta più “avere una policy”: è fondamentale che sia coerente con il funzionamento reale del sito, facilmente comprensibile e accessibile in ogni fase del percorso di acquisto.
In Italia (e in tutta l’Unione Europea) la normativa principale è il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005).
La regola di base è questa:
chi acquista online ha diritto di recedere dall’acquisto entro 14 giorni dal momento in cui riceve il prodotto, senza dover dare spiegazioni;
il venditore deve rimborsare quanto pagato (prezzo e spese di spedizione standard) entro 14 giorni da quando viene a sapere del recesso, ma può trattenere il rimborso fino alla restituzione della merce o alla prova della spedizione (art. 56 del Codice del Consumo);
le spese di restituzione sono a carico del cliente solo se il venditore lo ha informato prima dell'acquisto: se non lo hai fatto, le paghi tu (art. 57). Puoi comunque decidere di farti carico tu delle spese.
Non sempre è possibile esercitare il diritto di recesso. Le eccezioni sono elencate all'art. 59 del Codice del Consumo: le trovi spiegate nella guida alle eccezioni al diritto di recesso.
Alcuni esempi:
beni personalizzati su richiesta del cliente;
prodotti che rischiano di deteriorarsi rapidamente (es. alimentari freschi);
beni sigillati che non possono essere restituiti per motivi igienici, se il cliente ha aperto il sigillo (es. un rossetto senza sigillo; se il sigillo è integro il reso resta possibile.
Nel 2026 è importante chiarire un aspetto fondamentale: il diritto di recesso non può essere limitato o reso più difficile attraverso clausole poco chiare o procedure eccessivamente complesse. Non sono conformi alla legge, ad esempio, le politiche che subordinano il rimborso a valutazioni discrezionali del venditore, che impongono esclusivamente voucher o buoni acquisto, oppure che ritardano il rimborso oltre i 14 giorni per motivi organizzativi interni. Anche eventuali incoerenze tra policy di reso, FAQ del sito e risposte dell’assistenza clienti possono costituire un profilo di rischio in caso di contestazioni.
Oltre a rispettare la legge, è fondamentale scrivere una politica di reso semplice, chiara e trasparente.
Tre motivi principali:
Evitare reclami: se il cliente trova subito le regole, riduce le contestazioni.
Aumentare la fiducia: una policy chiara rende l’acquisto più sicuro.
Tutela legale: dimostri di aver informato il cliente, come richiesto dal Codice del Consumo.
Ecco gli elementi principali da includere:
Tempistiche: chiarisci i 14 giorni (o più, se vuoi offrire un servizio extra).
Procedura: come deve fare il cliente per chiedere il reso? (es. compilare un form, mandare un’email, usare un’etichetta di reso).
Spese di restituzione: specifica chi paga le spese di spedizione per il reso.
Rimborso: tempi e modalità (es. entro 14 giorni, con lo stesso metodo di pagamento).
Eccezioni: segnala i prodotti che non possono essere restituiti.
Molte aziende scrivono le politiche di reso in modo troppo burocratico.
Meglio seguire poche regole:
frasi brevi, senza tecnicismi;
esempi pratici (es. “Puoi provare le scarpe a casa come in negozio, ma non puoi usarle all’aperto”);
struttura a domande e risposte (FAQ) per rendere tutto più chiaro.
Ecco un esempio di formula che si può inserire in tal senso:
Hai 14 giorni di tempo dalla consegna per cambiare idea e restituire il prodotto. Puoi comunicarci il recesso con la funzione "Recedere dal contratto qui" presente nel sito o scrivendoci a [email], e riceverai le istruzioni per il reso. Le spese di spedizione per la restituzione sono a tuo carico. Ti rimborseremo l'importo pagato (incluse le spese di spedizione standard) senza ritardi e comunque entro 14 giorni da quando ci comunichi il recesso, con lo stesso metodo di pagamento che hai usato. Possiamo attendere di ricevere il prodotto, o la prova della spedizione, prima di rimborsare
Molti clienti pensano che il “reso” e la “garanzia” siano la stessa cosa, ma in realtà sono due diritti diversi:
Reso (diritto di recesso): hai 14 giorni per cambiare idea e restituire il prodotto acquistato online, anche senza motivazione. È un diritto legato alla distanza, quindi vale soprattutto per gli acquisti su e-commerce.
Garanzia legale: dura 2 anni e serve a proteggere il consumatore se il prodotto ha difetti o non funziona come dovrebbe. Non è una scelta del venditore, ma un obbligo previsto dalla legge.
👉 In sintesi: se non ti piace il colore delle scarpe puoi fare il reso; se invece la suola si stacca dopo una settimana, scatta la garanzia.
È importante sottolineare che la politica di reso non può in alcun modo limitare o escludere i diritti del consumatore in materia di garanzia legale. Anche quando il termine per il reso è scaduto, il cliente mantiene comunque il diritto alla tutela per difetti o non conformità del prodotto nei termini previsti dalla legge.
Scrivere una buona policy è solo il primo passo: poi bisogna gestire i resi in pratica. Alcuni accorgimenti utili:
Etichetta di reso: molti e-commerce la mettono direttamente nel pacco o la inviano via email. Così il cliente non deve organizzarsi da solo.
Tracciamento: meglio scegliere spedizioni con tracking, così venditore e cliente sanno sempre dov’è il pacco.
Magazzino dedicato ai resi: alcune aziende organizzano un reparto specifico per controllare i prodotti restituiti e reinserirli in vendita se ancora integri.
Tempi certi: indicare chiaramente entro quanti giorni il cliente riceverà il rimborso riduce ansia e richieste di assistenza.
Una gestione ben strutturata non solo riduce i problemi interni, ma migliora anche l’esperienza del cliente.
Non tutti i prodotti si possono restituire con le stesse modalità. Alcuni settori hanno limiti o attenzioni speciali:
Abbigliamento: il cliente può provarlo come in negozio, ma non può usarlo davvero (es. scarpe indossate all’aperto).
Cosmetici e integratori: non si possono restituire se il sigillo è stato aperto, per motivi igienici.
Alimentari: i beni deperibili (come cibi freschi) non rientrano nel diritto di recesso.
Prodotti digitali: se l’acquisto è un software, un ebook o una canzone scaricata, il recesso non è possibile una volta avviato il download.
👉 Qui il consiglio è sempre lo stesso: scrivere tutto nella policy in modo semplice, così il cliente non ha sorprese.
Se vendi anche all’estero, i resi diventano più complessi. Alcuni aspetti da chiarire:
Tempi di spedizione: possono allungarsi molto rispetto a un reso nazionale.
Costi di spedizione: chi li paga? A volte sono molto più alti dei 10-15 € italiani.
Dogana e dazi: nei resi extra-UE il pacco può fermarsi in dogana e generare costi aggiuntivi.
Indirizzo di reso: meglio prevedere un centro di raccolta locale o un corriere convenzionato, per non complicare la vita al cliente.
👉 Una policy che spiega bene questi aspetti rende chiaro al cliente cosa aspettarsi e tutela anche il venditore da reclami.
Per gli e-commerce che vendono anche a clienti esteri, nel 2026 diventa sempre più importante predisporre una policy di reso coerente e facilmente comprensibile anche in ambito cross-border. Informazioni poco chiare sui costi, sui tempi o sulle modalità di restituzione possono generare reclami più complessi da gestire, soprattutto nei rapporti con clienti extra-UE.
Quando si parla di resi, la regola base della legge è chiara: il cliente ha diritto al rimborso in denaro entro 14 giorni. Tuttavia, molti e-commerce scelgono di offrire anche altre soluzioni, che possono risultare vantaggiose sia per il venditore sia per il cliente.
Al posto del rimborso diretto, alcuni negozi online rilasciano un voucher o codice sconto di pari valore, da spendere sullo stesso sito.
Pro: fidelizza il cliente e lo spinge a tornare a comprare.
Contro: non sempre è apprezzato, perché non lascia libertà totale di scelta.
Un’altra opzione è proporre al cliente la sostituzione: invece di restituire i soldi, si invia un prodotto diverso (stesso modello, taglia o colore differente, oppure un articolo di pari valore).
Pro: evita la perdita della vendita e soddisfa subito il cliente.
Contro: va gestita bene la logistica, per non allungare i tempi e creare confusione.
👉 Importante: queste soluzioni possono essere utili, ma non sostituiscono mai il diritto al rimborso previsto dalla legge. Il cliente deve sempre avere la possibilità di ricevere indietro i soldi se lo desidera.
Nel linguaggio comune si usa "reso" per tutto, ma i termini hanno significati diversi. Il recesso è il diritto del consumatore di ripensarci entro 14 giorni; il reso è la restituzione fisica del prodotto che ne consegue; il rimborso è la restituzione del denaro da parte del venditore; la sostituzione è la consegna di un altro prodotto al posto di quello restituito, per esempio per un difetto o per un cambio taglia. Nella tua politica di reso usa parole semplici, ma senza confondere questi quattro casi.
Dal 27 settembre 2026 chi vende beni ai consumatori deve mostrare l'avviso armonizzato sulla garanzia legale (art. 65-ter del Codice del Consumo, introdotto dal D.Lgs. 30/2026). Nell'ecommerce va riprodotto a colori e mostrato prima che il cliente concluda l'ordine. L'avviso richiama i diritti in caso di difetto di conformità e include un QR code che rimanda al portale europeo "La tua Europa". Per i dettagli leggi la guida alla garanzia legale per ecommerce.
La gestione dei resi funziona se la procedura è la stessa per tutti: il cliente comunica il recesso, tu confermi subito e mandi le istruzioni, il cliente spedisce con l'etichetta o con il corriere indicato, controlli il prodotto all'arrivo e rimborsi con lo stesso metodo di pagamento entro i termini. Il controllo serve solo a capire se il prodotto è stato usato oltre il necessario per provarlo.
I motivi dei resi più comuni sono la taglia o la misura sbagliata, un prodotto diverso da come appariva online, un difetto, un danno subito durante il trasporto e il semplice ripensamento. Tenere traccia del motivo di ogni reso ti aiuta a migliorare schede prodotto, guide alle taglie e imballaggi. Nel recesso il cliente non deve giustificarsi: il motivo può essere solo un campo facoltativo.
Per legge devi informare il cliente, prima dell'acquisto, sul diritto di recesso, sulle modalità di esercizio e sui costi di restituzione. Di solito lo fai nelle Condizioni Generali di Vendita e in una pagina dedicata.
14 giorni dalla consegna del prodotto, senza dover dare spiegazioni. Se non lo hai informato correttamente, il termine può estendersi fino a 12 mesi e 14 giorni.
Il cliente, solo se lo hai informato prima dell'acquisto. Altrimenti le paghi tu. Le spese di consegna iniziale standard vanno comunque rimborsate.
No, il cliente ha diritto al rimborso in denaro con lo stesso metodo di pagamento. Il buono può essere solo un'alternativa che il cliente accetta.
Il reso è il diritto di ripensarci entro 14 giorni. La garanzia legale dura 2 anni e protegge il cliente da difetti e non conformità del prodotto.
Indica tempi, costi, indirizzo di restituzione e regole doganali nella policy. Per i clienti extra-UE i resi possono generare dazi e fermi in dogana, quindi spiegali prima dell'acquisto.
Una buona politica di reso non è solo un obbligo di legge: è un vero strumento di marketing. Se è chiara e semplice, aumenta la fiducia del cliente e riduce i problemi per il venditore.
Le politiche di reso, infatti, sono parte integrante delle Condizioni Generali di Vendita, il documento che ogni e-commerce deve avere per essere conforme alla normativa. Con i pacchetti Fast Legal per e-commerce e Easy Merchant di LegalBlink, questo documento è già predisposto in modo completo, comprensibile e aggiornato alla legge italiana ed europea.Con LegalBlink puoi quindi avere una policy di reso su misura, conforme al Codice del Consumo e scritta con un linguaggio chiaro, così che i tuoi clienti capiscano subito come funziona.
Team LegalBlink