Pixel di ChatGPT Ads: in quale categoria di cookie va inserito e come gestire il consenso
8 settembre 2026
Usi le campagne pubblicitarie su ChatGPT e vuoi capire quali acquisti o richieste di contatto arrivano da lì? Per farlo devi installare il
pixel di ChatGPT Ads sul sito.
Prima però conviene chiarire due cose:
in quale categoria di cookie rientra questo strumento e a quali condizioni può essere attivato. Sono i due punti da cui dipende tutto il resto, cioè come lo classifichi nel banner e in quale momento lo script può partire.
NOTA: La logica è la stessa già descritta ad esempio per il
pixel di Facebook: cambia il codice da intercettare, non il principio. Se lo gestisci tramite Google Tag Manager trovi la procedura nella
guida al pixel di Facebook con Tag Manager, mentre per l'inserimento diretto nel sito puoi seguire la
guida su come bloccare il pixel di Facebook.
A cosa serve il pixel di OpenAI
Il pixel collega alle campagne pubblicitarie le azioni compiute sul sito: un acquisto, una richiesta di contatto, l’aggiunta di un prodotto al carrello. Funziona attraverso uno script di base e gli
eventi di conversione configurati per rilevare queste azioni. La documentazione ufficiale descrive anche un cookie di prima parte,
__oppref, utilizzato per l’attribuzione delle conversioni.
In quale categoria di cookie rientra: ADV
La categoria coerente è
ADV, cioè quella dei
cookie di profilazione e degli strumenti pubblicitari. Il motivo è semplice: la misurazione non serve al funzionamento del sito, ma alle campagne pubblicitarie a cui i dati vengono riferiti.
Il fatto che i report siano aggregati
non basta a qualificare il tracciamento come statistica tecnica. L’esenzione dal consenso prevista per alcuni strumenti di analisi riguarda condizioni specifiche e non si può presumere per un pixel pubblicitario.
Per i siti soggetti alle regole italiane, l’attivazione di questo tracciamento richiede quindi il
consenso preventivo. Il visitatore deve poter scegliere liberamente e deve poter rifiutare: il semplice proseguimento della navigazione non vale come consenso.
Nel generatore LegalBlink il servizio si chiama
OpenAI (ChatGPT Ads) e si trova nel
gruppo ADV: lo individui cercando “ChatGPT” oppure “OpenAI” tra i servizi disponibili. Dopo l’aggiornamento dei documenti, la voce compare nella sezione “Personalizza i cookie” del banner pubblicato sul sito.
Quali dati possono essere comunicati
Dipende dagli eventi configurati e dalle funzionalità abilitate. OpenAI documenta anche l’
abbinamento avanzato, che può utilizzare dati di contatto come email e numero di telefono, trasformati mediante hashing. La trasformazione serve all’abbinamento e
non consente di considerare automaticamente anonimi quei dati. Prima di attivare queste opzioni verifica quali informazioni raccoglie il sito e quali vengono effettivamente trasmesse.
Il blocco preventivo: il pixel deve partire solo dopo il consenso
Indicare il servizio nell’informativa e nel banner non basta. Serve anche la configurazione tecnica: il codice che carica e inizializza il pixel deve
restare bloccato finché l’utente non ha prestato il consenso per la categoria ADV. Lo stesso vale per l’esecuzione degli eventi di conversione.
Per intervenire sugli script puoi seguire la
guida LegalBlink al blocco manuale dei cookie di profilazione.
Se il pixel è installato tramite un
plugin, un tag manager o il tema del sito, individua tutti i punti da cui viene caricato. Una seconda installazione può continuare a inviare eventi anche quando lo script principale è bloccato. Il rispetto del consenso deve valere sia sulla prima pagina visitata sia in quelle successive.
Coordinare il consenso tra banner e pixel
La documentazione OpenAI indica che il parametro tecnico di consenso del pixel è
abilitato per impostazione predefinita, salvo diversa impostazione o un diniego già memorizzato. Il comando
oaiq("consent", false), impartito prima dell’inizializzazione, impedisce l’invio degli eventi di misurazione. Va coordinato con il banner e con il blocco manuale degli script, verificando poi il comportamento reale dell’installazione.
Le verifiche da fare prima di attivare le campagne
Apri il sito in una nuova sessione del browser e controlla cookie e richieste di rete in quattro situazioni:
- Nessuna scelta espressa: gli script ADV non devono caricarsi, non deve comparire il cookie del pixel e non deve partire alcun evento di misurazione.
- Rifiuto: il pixel resta bloccato anche continuando a navigare su altre pagine.
- Consenso ADV: il pixel si attiva e invia soltanto gli eventi previsti dalla configurazione.
- Revoca del consenso: l’invio di nuovi eventi si interrompe e la nuova scelta viene rispettata anche nelle pagine successive.
Sono le quattro prove che traducono in pratica il requisito del
consenso preventivo e revocabile.
Cosa indicare nelle informative
L’informativa deve spiegare le
finalità e la base giuridica del trattamento, le categorie di dati trattati, i destinatari, i tempi di conservazione o i criteri per determinarli e le modalità per esercitare i diritti. Vanno considerate anche le informazioni sugli eventuali
trasferimenti di dati fuori dallo Spazio economico europeo. Il testo deve descrivere l’installazione realmente utilizzata.
Per i
ruoli privacy occorre partire dai termini applicabili: il DPA degli strumenti pubblicitari OpenAI prevede in generale
titolari autonomi e disciplina separatamente alcuni trattamenti in cui OpenAI opera come responsabile. Non è corretto attribuire automaticamente lo stesso ruolo a ogni utilizzo del pixel.
Controlla infine i
nomi degli eventi e i relativi parametri: devono essere pertinenti alla misurazione prevista e rispettare i divieti contrattuali di OpenAI, compreso l’invio di informazioni sensibili. Un evento o un parametro, per esempio, non dovrebbe rivelare dati sulla salute.
Domande frequenti
Se uso soltanto la misurazione delle conversioni, la categoria resta ADV?
Sì. La misurazione è finalizzata alle campagne pubblicitarie e questo determina la classificazione. L’assenza di funzioni di personalizzazione non rende automaticamente tecnico il tracciamento.
Posso lasciare la gestione alle impostazioni del browser?
No. Le opzioni del browser possono aiutare l’utente a gestire i cookie, ma il sito deve comunque predisporre un proprio meccanismo di consenso e di blocco preventivo, oltre alla possibilità di modificare o revocare la scelta.
Il cookie del pixel quanto dura?
La durata va verificata sulla configurazione concreta del tuo sito: la documentazione ufficiale consultata non indica un valore univoco. Attenzione a non confondere due parametri distinti: la
finestra di attribuzione delle conversioni e la
durata del cookie.
Uno strumento in evoluzione
Il pixel di ChatGPT Ads è in
versione beta. Nuovi cookie, modifiche alle funzionalità o chiarimenti del fornitore possono richiedere un aggiornamento della configurazione del banner e delle informative. Conviene quindi rivedere periodicamente le impostazioni e ripetere le verifiche descritte sopra.
Se riscontri un comportamento diverso da quello descritto, segnalalo al team LegalBlink.
Team LegalBlink