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Riforma del Codice del Consumo: come adeguarsi dal 1° gennaio 2022

13/12/2021

Modifiche al Codice del Consumo: come adeguare il tuo sito di commercio elettronico


Il 1° gennaio 2022 entrerà in vigore il D. Lgs. del 4 novembre 2021, n. 170, di recepimento della Direttiva (UE) 771/2019.

Vediamo quali sono le novità per i siti ecommerce e come adeguarsi!


Rafforzata la garanzia legale 


Il Codice del Consumo rafforza gli obblighi dell'ecommerce su:
 

  • idoneità dei beni alle esigenze del consumatore
  • conformità dei beni alla descrizione, a quanto indicato nella pubblicità e nelle comunicazioni post-vendita
  • caratteristiche del prodotto venduto.


E' fatto specifico divieto "occultare" dei costi al consumatori su servizi o beni che sono necessari per usufruire pienamente del prodotto/servizio comprato online. 
 

Inoltre, rispetto ai beni digitali, il sito di commercio elettronico deve fornire al consumatore, per un periodo ragionevole, gli aggiornamenti necessari a garantire la conformità del bene venduto.

Questo obbligo può essere rispettato anche semplicemente informando il consumatore della disponibilità di questi aggiornamenti.

Scopri come pubblicare documenti legali Shopify su questa piattaforma CMS.
 

Diversa responsabilità per il sito di commercio elettronico

 

Il Codice del Consumo già prevede che il sito ecommerce sia responsabile verso il consumatore di qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene che si manifesti entro due anni da tale momento.

In caso di beni usati, la responsabilità può essere ridotta ad almeno un anno.

Ormai da molti anni sussiste una presunzione sui difetti di conformità dei beni: i difetti che si manifestano entro 6 mesi dalla consegna si presume che esistessero già al momento, appunto, della consegna.

La novità in vigore dal 1° gennaio 2022 riguarda proprio questa presunzione, che viene estesa fino a 1 anno dalla consegna.

La presunzione viene addirittura estesa per tutta la durata della fornitura, in caso di beni e servizi digitali, a meno che tale ipotesi sia incompatibile con la natura del bene o con la natura del difetto di conformità. 
 

I rimedi a disposizione del consumatore


Rimangono a beneficio del consumatore i rimedi, in caso di difetto di conformità del bene, del ripristino della conformità, o di ricevere una riduzione proporzionale del prezzo, o di richiedere la risoluzione del contratto alle condizioni previste dal Codice del Consumo.

Anche qui però una importante novità: il consumatore può rifiutarsi di eseguire il pagamento di qualsiasi parte di prezzo fino a quando l'ecommerce non adempia agli obblighi sulla garanzia.
 

La garanzia convenzionale


Le novità implicano che se le condizioni stabilite nella garanzia convenzionale sono meno vantaggiose per il consumatore rispetto alle condizioni stabilite nella relativa pubblicità, la garanzia convenzionale vincola il venditore secondo le condizioni stabilite nella pubblicità relativa alla garanzia convenzionale.

Ciò vale a meno che la pubblicità associata sia stata corretta prima della conclusione del contratto secondo le stesse modalità, o con modalità simili a quelle in cui è stata resa.
 

Vendita di beni e servizi digitali

 

Le norme in vigore dal 1° gennaio 2022 prevedono che il professionista ha adempiuto l’obbligo di fornitura del prodotto digitale quando:

  • il contenuto digitale o qualunque mezzo idoneo per accedere al contenuto digitale o per scaricarlo è reso disponibile o accessibile al consumatore e
  • il servizio digitale è reso accessibile al consumatore o a un impianto fisico o virtuale scelto da quest’ultimo.
 

Le novità incidono anche sui termini di modifica del prodotto/servizio digitale. Infatti, la modifica può avvenire solo:
 

  • se previsto dalle condizioni generali con una motivazione valida,
  • la modifica è realizzata senza costi aggiuntivi per il consumatore,
  • il consumatore è informato in modo chiaro e comprensibile della modifica; o
  • se la modifica incide negativamente sull’utilizzo del bene o servizio digitale, qualora il consumatore è informato, con un anticipo ragionevole su un supporto durevole (es.: email), sulle modalità e il momento in cui viene effettuata la modifica e della sua possibilità di recedere dal contratto o circa la possibilità di mantenere il contenuto digitale o il servizio digitale senza tale modifica.

In caso di recesso dal contratto, il consumatore ha diritto a ricevere il rimborso del corrispettivo pagato.


I diritti del consumatore sono inderogabili

 

Come già accertato dalla prevalente giurisprudenza, i diritti del consumatore sono inderogabili.

Questo significa  che  e qualsiasi clausola inserita nei termini di vendita e volta a escludere o limitare i diritti del consumatore  a loro danno del consumatore, anche in modo indiretto e tramite l’indicazione della normativa di un Paese non appartenente all’Unione europea, è nulla.

Questa circostanza si può verificare anche quando si cerca di sottoporre la legge regolatrice delle condizioni di vendita a una normativa Extra-UE (ciò, con lo scopo di ridurre i diritti del consumatore). La relativa clausola sarebbe nulla.
 

Il rischio delle sanzioni


Inserire una clausola limitatrice dei diritti del consumatore non ne determina solo la nullità.

Il rischio è soprattutto la possibilità che la AGCM (l'Autorità che sanziona i siti che violano il Codice del Consumo) configuri una "pratica commerciale scorretta".

E' bene ricordare che la sanzione per una pratica commerciale scorretta parte da un minimo di 5.000 euro fino a un massimo di 5 milioni di euro.

Le sanzioni sono sempre parametrate a diversi fattori come:
 

  • gravità e durata del comportamento
  • fatturato aziendale
  • eventuale "riparazione" del sito di commercio elettronico.

Ad ogni modo, le sanzioni per una startup si possono aggirare intorno a 25-30 mila euro, il che non è poco per una azienda che ha appena iniziato ad operare.
 

Come adeguarsi con LegalBlink


Cosa devono fare gli utentei di LegalBlink per adeguare le loro condizioni generali di vendita alle nuove indicazioni?

Assolutamente niente!

Infatti, indipendetemente dal pacchetto scelto (Fast Legal per ecommerce oppure Easy Merchant), i nostri legali hanno già modificato le clausole da inserirsi nelle condizioni di vendita, adeguandole alla nuova normativa.

Le clasuole sono ancora "oscurate" e non visibili. Questo perchè le modifiche entreranno in vigore dal 1° gennaio 2022.

L'importante è che per gli utenti che hanno attivato i pacchetti sopra indicati i documenti saranno già aggiornati e applicabili alle vendite effettuate dal 1° gennaio 2022.
 

Vuoi attivare LegalBlink? Scopri il pacchetto adatto alle tue esigenze!


Con il pacchetto Fast Legal per ecommerce per ecommerce generi in autonomia i documenti necessari per vendere a norma. E' sufficiente rispondere a un questionario e ottieni subito i documetni da pubblicare online.

Con il pacchetto Easy Merchant invece pensano a tutto i nostri legali:

  • generazione dei documenti
  • esame del sito
  • invio di un report sulle eventuali criticità legali.
Entrambi i pacchetti comprendono:
  • banner cookie 
  • area dove tenere traccia degli utenti che hanno prestato il consenso ai cookie di profilazione
  • registro sui documenti generati in precedenza.

Sopratutto, con LegalBlink ottieni un riferimento legale affidabile per il tuo sito di commercio elettronico!

Team LegalBlink