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17/07/2025
Se hai un e-commerce o vendi online tramite un sito vetrina o un marketplace, ci sono alcune regole fondamentali che non puoi ignorare.
Nel 2025, infatti, la normativa europea ha introdotto (e rafforzato) diversi obblighi legali che riguardano la trasparenza verso i consumatori, la gestione delle recensioni, la sicurezza dei prodotti e, da giugno, anche l’accessibilità digitale.
In questo articolo ti spieghiamo, in modo chiaro e pratico:
quali documenti legali devi avere sul tuo sito per non rischiare sanzioni;
come gestire correttamente il diritto di recesso e le garanzie;
quali nuove regole UE devi rispettare (tra cui la Direttiva Omnibus, il Digital Services Act e il Regolamento sulla sicurezza dei prodotti);
e soprattutto, come rendere accessibile il tuo e-commerce, evitando multe e migliorando la fiducia degli utenti.
Alla fine dell’articolo troverai anche una guida su come LegalBlink può aiutarti a metterti in regola velocemente, scegliendo tra pacchetti pronti o consulenze personalizzate.
Se vuoi evitare errori costosi e far crescere il tuo e-commerce in modo sicuro, sei nel posto giusto. Cominciamo!
Se gestisci un sito e‑commerce rivolto a consumatori (B2C), sei obbligato per legge a predisporre e pubblicare una serie di documenti che garantiscano la trasparenza e tutelino i diritti degli utenti. L’assenza o l’errata redazione di questi documenti può portare a sanzioni da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), contestazioni da parte dei consumatori, oltre a un impatto negativo in termini di reputazione e fiducia.
Ecco i principali adempimenti legali richiesti:
Devono essere redatti nel rispetto:
del Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005), in particolare per quanto riguarda obblighi informativi precontrattuali, diritto di recesso, garanzie e pratiche commerciali scorrette;
del D.lgs. 70/2003, che disciplina il commercio elettronico e impone di indicare chiaramente i passaggi per concludere il contratto, i dati del venditore, e le modalità di archiviazione del contratto stesso.
Deve indicare:
le finalità e modalità del trattamento dei dati personali,
la base giuridica del trattamento,
i diritti dell’interessato,
le categorie di destinatari dei dati (es. fornitori tecnici, gestori di pagamento),
la durata della conservazione dei dati.
È fondamentale che l’informativa sia chiara, trasparente e facilmente accessibile, e che venga aggiornata in caso di modifiche alle modalità di trattamento.
Secondo il GDPR e la Direttiva ePrivacy, ogni sito che utilizza cookie di profilazione, marketing o analytics non anonimizzati, deve:
mostrare un banner conforme alla normativa,
bloccare i cookie fino al consenso esplicito dell’utente,
fornire una cookie policy dettagliata con le finalità e i soggetti terzi coinvolti.
Devi indicare chiaramente che il consumatore ha 14 giorni di tempo per recedere dal contratto, con rimborso completo (inclusi i costi di spedizione standard). L’obbligo deriva dagli articoli 52 e seguenti del Codice del Consumo. In caso di omissioni informative, il termine si estende a 12 mesi.
Leggi la guida su come gestire a norma il diritto di recesso.
È obbligatorio specificare:
la garanzia legale di conformità (valida 2 anni, non derogabile nei confronti del consumatore),
eventuali garanzie convenzionali aggiuntive offerte dal venditore o dal produttore, con indicazioni precise su contenuto, modalità di esercizio e durata.
I prezzi devono essere chiaramente indicati IVA inclusa, con trasparenza su costi di spedizione, eventuali supplementie tempi stimati di consegna. In base alla Direttiva Omnibus, è inoltre obbligatorio indicare il prezzo più basso applicato negli ultimi 30 giorni, in caso di promozioni.
Una mancata conformità a uno o più di questi obblighi può comportare:
sanzioni fino a 10 milioni di euro (per pratiche scorrette o mancate informazioni),
sospensione delle attività in caso di gravi violazioni,
perdita di fiducia da parte dei clienti, con conseguente calo nelle conversioni.
➡️ Per questo è fondamentale eseguire un audit legale completo del sito e-commerce, così da correggere eventuali criticità, ridurre i rischi e migliorare l’esperienza d’acquisto degli utenti. LegalBlink può aiutarti a farlo in modo rapido e su misura per il tuo business.
Sì, la legge sull’accessibilità si applica anche al tuo e-commerce se vendi a consumatori nell’UE. Dal 28 giugno 2025, il European Accessibility Act (EAA) – recepito in Italia con il D.lgs. 82/2022 – impone obblighi ben precisi anche ai siti di commercio online.
Tutti i retailer online e i fornitori di servizi e-commerce che offrono prodotti o servizi a consumatori UE (eccetto micro-imprese con <10 dipendenti e <2M € fatturato).
La legge vale anche se sei basato fuori dall’UE, purché vendi a consumatori europei.
Per soddisfare i requisiti dell’European Accessibility Act entro il 28 giugno 2025, un e-commerce deve:
Pubblicare una Accessibility Statement
• Redigi e mantieni aggiornata una dichiarazione visibile che spieghi:
come rispetti gli standard WCAG 2.1 AA e EN 301 549;
eventuali barriere conosciute e tempi di correzione;
canali per segnalare problemi (es. email, telefono, modulo contatti)
Installare un widget di accessibilità
• Inserisci uno strumento (es. widget) che permetta agli utenti di:
aumentare contrasto, navigare con tastiera, usare screen reader;
modificare dimensione testo e spaziatura senza codice.
Ricorda, il widget non basta da solo: va accompagnato da supporto tecnico per garantire struttura semantica, compatibilità con WAI‑ARIA, moduli accessibili e funzioni dinamiche.
Redigere report tecnici di conformità
• Esegui audit (manuali + automatici) su:
usabilità via tastiera, compatibilità screen reader, navigazione.
• Conserva report con evidenze, piano di miglioramento e date dei controlli.
Questi documenti servono per dimostrare la compliance alle autorità e per eventuali richieste di verifica.
Sanzioni finanziarie: multe fino a €40.000 in Italia per inadempienze, oltre a sanzioni “efficaci, proporzionate e dissuasive” nei diversi Stati UE.
Rischio reputazionale: milioni di utenti disabili non potranno acquistare sul tuo sito, con conseguente perdita di potenziali clienti (circa 1 su 4 nell’UE) .
Adeguarsi non è solo un obbligo: è una leva di competitività:
Migliori performance SEO: siti accessibili tendono a posizionarsi meglio.
Accesso a un mercato più ampio: oltre 100 milioni di persone con disabilità nell’UE .
Esperienza utente migliore per tutti, non solo per persone con disabilità.
Leggi la guida sui servizi di accessibilità per i siti di LegalBlink.
Nel commercio elettronico B2C, il diritto di recesso è uno dei diritti fondamentali del consumatore. Secondo l’art. 52 del Codice del Consumo, il cliente ha 14 giorni di tempo dalla ricezione del bene (o dalla conclusione del contratto per i servizi digitali) per comunicare la propria volontà di recedere, senza obbligo di motivazione e senza penalità.
Se il venditore non fornisce in modo chiaro e completo l’informativa sul diritto di recesso, il termine di 14 giorni si estende automaticamente a 12 mesi. È quindi essenziale che le condizioni generali siano ben strutturate e aggiornate, altrimenti il rischio di contenziosi e reclami aumenta in modo significativo.
Indica sempre il diritto di recesso nelle condizioni di vendita
Deve essere scritto in modo chiaro, con tutte le informazioni richieste dagli articoli 49 e 52 del Codice del Consumo: durata del diritto, modalità per esercitarlo (es. modulo online, email, PEC), tempi di rimborso, condizioni di restituzione del bene.
Rispetta i termini di rimborso
Una volta ricevuta la comunicazione di recesso, hai 14 giorni di tempo per rimborsare il consumatore, comprese le spese di spedizione standard (non quelle per la restituzione, salvo tua scelta). Il rimborso deve avvenire con lo stesso mezzo di pagamento utilizzato dal cliente, salvo diverso accordo.
Aggiorna periodicamente la documentazione
Il diritto di recesso è uno dei punti più frequentemente controllati in caso di segnalazioni all’AGCM. Ti consigliamo di verificare ogni 6 mesi che i riferimenti normativi e i contenuti siano aggiornati.
Definisci procedure interne chiare
Prevedi un flusso di gestione del recesso, coinvolgendo chi si occupa di customer care, logistica e amministrazione. In caso di dubbi da parte del cliente, devi essere in grado di fornire risposte rapide e documentate.
Una corretta gestione del diritto di recesso non solo ti tutela da sanzioni e contestazioni, ma contribuisce a costruire fiducia e trasparenza verso i clienti. LegalBlink può aiutarti a rivedere i documenti contrattuali e impostare le procedure giuste, in modo semplice e conforme.
Le recensioni online sono oggetto di normative rigide:
La Direttiva Omnibus (UE 2019/2161), recepita nel D.lgs. 26/2023 impone trasparenza su raccolta e autenticità
Sono vietate recensioni false e incentivazioni non dichiarate; attive sanzioni AGCM da €10.000 a €10 milioni per pratiche scorrette
In Italia è in discussione un decreto per regolamentare recensioni su hotel e ristoranti: ID verificabile, pubblicazione entro 15 giorni, possibilità di rimozione dopo 2 anni
Come gestire al meglio le recensioni:
Implementa sistemi per verificare che il recensore abbia effettivamente acquistato
Mostra chiaramente quando una recensione è incentivata
Non filtrare solo recensioni positive
Prevedi modalità di replica e segnalazione
Un approccio strutturato è fondamentale per ridurre rischi e dimostrare trasparenza.
Immagina di scoprire che qualcuno vende prodotti contraffatti a tuo nome: è una situazione che può rovinare la reputazione del tuo brand e ridurre le vendite reali. Il primo passo è registrare il marchio e aderire a programmi come l’Amazon Brand Registry, che permette di segnalare violazioni e di bloccare automaticamente inserzioni sospette grazie a sistemi di monitoraggio e segnalazioni integrate.
Una volta registrati, puoi anche partecipare a programmi avanzati come Project Zero o Transparency, che ti consentono di rimuovere listing contraffatti in autonomia e di adottare codici univoci per la verifica dell’autenticità dei prodotti.
Ma il lavoro non finisce qui. Serve un monitoraggio continuo – idealmente con soluzioni basate su AI – che scandaglino marketplace, social e web per trovare seller non autorizzati . Quando individui un falso, puoi inviare notifiche di violazione (DMCA, Brand Registry report, VeRO su eBay), e se la piattaforma non agisce tempestivamente, passare a diffide legali verso i venditori o direttamente al marketplace. Questo approccio proattivo e multilivello frena chi contraffà, protegge la tua reputazione e crea un deterrente efficace.
Leggi la guida su come registrare un marchio ecommerce.
Per chi gestisce un e‑commerce o vende tramite marketplace, il panorama normativo europeo nel 2025 richiede attenzione a diverse regolamentazioni chiave. Oltre alla trasparenza dei prezzi e delle recensioni, un aspetto rilevante è la sicurezza dei prodotti, fondamentale per tutelare i consumatori e rafforzare la reputazione aziendale.
Già recepita in Italia con il D.lgs. 26/2023, impone tra l'altro:
indicazione del prezzo più basso applicato nei 30 giorni precedenti, in caso di promozioni;
trasparenza sul sistema di autenticazione delle recensioni;
divieto di pubblicità ingannevole su presunte "identità" di prodotto.
Queste misure servono a garantire correttezza nella percezione del consumatore.
In vigore dal 13 dicembre 2024, sostituisce la vecchia Direttiva 2001/95/CE e introduce obblighi più stringenti per:
tutti i beni di consumo (nuovi, usati, ricondizionati) venduti nel mercato UE;
tutti gli operatori economici (produttori, distributori, marketplace, importatori), che devono garantire che i prodotti siano sicuri e tracciabili.
Obblighi chiave:
redigere valutazioni dei rischi, dotare i prodotti di marcatura CE e istruzioni in lingua, conservare fascicoli tecnici e dichiarazioni di conformità.
Marketplace e venditori online devono registrarsi al portale “Safety Gate”, nominare un punto di contatto UE, e segnalare incidenti nei tempi stabiliti.
è richiesta la tracciabilità mediante numeri di serie/lotti, così come disponibilità di riferimenti del produttore/importatore sull’imballaggio o sito .
Le conseguenze della non conformità variano dal ritiro del prodotto dal mercato fino a pesanti sanzioni amministrative(interruzione delle vendite, multe), oltre alla responsabilità diretta in caso di danni verso i consumatori.
Il DSA, già operativo per i big della tecnologia, impone anche ai marketplace obblighi di:
rimozione rapida di contenuti e inserzioni illegali (inclusi beni non conformi);
trasparenza sugli algoritmi di raccomandazione;
adozione di misure di due diligence proporzionate, a seconda del tipo e dimensione della piattaforma.
Sicurezza → Fiducia: offrire prodotti sicuri e conformi rafforza la tua reputazione.
Compliance = Competitività: marketplace richiedono requisiti GPSR per accedere alla vendita in UE.
Riduzione del rischio legale: evita ritiri, blocchi alle vendite, sanzioni e richiami penalizzanti.
Con LegalBlink puoi scegliere tra diversi pacchetti modulari, creati per coprire ogni aspetto normativo del tuo business online. Avrai accesso a:
Generazione automatica e personalizzazione di Termini di vendita, Informativa privacy, Cookie policy e Condizioni di recesso, aggiornati in tempo reale a normativa vigente;
Pacchetti specialistici per normative specifiche, come la compliance al Regolamento sulla Sicurezza dei Prodotti (GPSR), ideale per chi vende beni di consumo .
In più, hai a disposizione la consulenza personalizzata con avvocati esperti in e-commerce, privacy e diritto digitale, attivi dal 2011 e orientati a fornire soluzioni pratiche per ogni esigenza.
Conformità legale garantita: riduci i rischi di sanzioni (anche fino a milioni di euro), richiami e contenziosi.
Efficienza operativa: basta aggiornare un modulo, e l’intero pacchetto si adegua automaticamente.
Assistenza professionale: consulenza one-to-one su casi complessi (es. GPSR, DSA, Omnibus).
Leggi la guida che ti spiega le differenze tra i diversi pacchetti presenti su LegalBlink.
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Team LegalBlink