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Un e-commerce a norma migliora la UX dell'utente: scopri come

15/09/2022

Un e-commerce a norma migliora la UX dell'utente: scopri come.


Avere un ecommerce a norma è molto importante. Lo avrai letto molto spesso su internet.

Ma per quali ragioni dovresti curare l'ambito legale del tuo sito di commercio elettronico? Perchè dovresti impiegare tempo e risorse per pubblicare documenti legali a norma?

In questo articolo scopriamo il vero motivo dell'importanza di avere un sito di commercio elettronico a norma di legge. Eh no, non c'entrano le sanzioni!

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Un ecommerce a norma migliora la UX dell'utente


Questo è il principale motivo che spinge le imprese digitali ad avere un ecommerce a norma di legge.

Cosa significa avere un ecommerce a norma di legge?

Significa aver pubblicato innanziatutto i 3 principali documenti legali di un sito di commercio elettronico:
 
Un e-commerce a norma di legge inoltre ha curato anche determinate sezioni legali del sito. Sopratutto il footer, dove è richiesto che vengano pubblicate determinate informazioni societarie.

Ovviamente tutti i documenti legali devono contenere tutte le informazioni prescritte dalla normativa digitale.

Non si tratta però solamente di adempiere agli obblighi di legge.

Infatti, come abbiamo detto, un ecommerce a norma migliora la UX dell'utente, ed è questo il motivo principale che deve indurre i titolari di siti web ad adeguarsi alla normativa.

Infatti, se i documenti legali sono completi e coerenti con l'operatività del sito ne beneficia anche la usibilità del sito stesso.

Non ci credi? 

Vediamo alcuni esempi concreti!
 

consulenza legale avvocati ecommerce

Limitazioni alla consegna dei prodotti


Immagina che il tuo potenziale cliente voglia sapere se i prodotti sono consegnati in una determinata località oppure Paese (la Francia per esempio).

Per avere questa informazione potrebbe:
 
  • contattare il customer care
  • simulare un acquisto

Nel primo caso, potrebbe però non avere una risposta tempestiva (il cliente vuole comprare subito!) e in ogni caso il fatto che abbia scritto al customer care implica tempo per l'ecommerce nella gestione della domanda.

La seconda soluzione è peggio della prima.

Infatti, per simulare un acquisto l'utente deve completare tutte le attività richieste per arrivare alla pagina di spedizione ... per poi scoprire magari che la spedizione non viene effettuata nella sua zona.

In questo ultimo caso, il cliente ha avuto una pessima UX ed è probabile che non ritorni sul tuo sito di commercio elettronico.

Tutti questi problemi possono essere risolti tramite la messa a norma dello shop online.

Infatti, la legge obbliga il sito di commercio elettronico a indicare le limitazioni di consegna nei termini e condizioni di vendita.

Pertanto, se consegni solo in Italia, lo devi indicare nelle condizioni di vendita. Così come se consegni in Italia ad eccezione di alcune aree (come ad esempio le c.d. "Isole minori").

Se i termini di vendita contengono queste informazioni è facile immaginare che anche la UX dell'utente ne tragga beneficio.

Infatti, l'utente che voglia conoscere le limitazioni alla consegna dovrà semplicemente leggere i termini e le condizioni di vendita!
 

Strumenti di pagamento


Medesime considerazioni valgono per gli strumenti di pagamento.

Infatti, se l'utente volesse sapere se può pagare con bonifico bancario, con contrassegno o con altri strumenti di pagamento dovrebbe sempre:
 
  • contattare il customer care
  • simulare un acquisto

con tutti i problemi che abbiamo descritto al punto che precede.

Invece, se gli strumenti di pagamento disponibili sono indicati nelle condizioni di vendita, la UX dell'utente è agevolta, posto che è sufficiente visionare questo documento legale.

Gli strumenti di pagamento, inoltre, possono essere inseriti anche nel footer del sito.

Ciò vale sopratutto per i simboli delle carte di pagamento accettati sul sito di commercio elettronico.

Se questi simboli sono inseriti direttamente nel footer, l'utente non deve nemmeno visionare i termini e condizioni di vendita.

ecommerce a norma di legge e UX dell'utente
 

Gestione dei cookie


Nel nostro blog abbiamo dedicato numerose guide su come gestire i cookie a norma.

Anche una corretta gestione dei cookie migliora la UX dell'utente. Ciò vale sopratutto con riferimento alla possibilità di:
 
  • negare il consenso ai cookie di profilazione
  • modificare il consenso al rilascio dei cookie di profilazione

In merito al primo punto, il banner cookie deve avere una X in altro a destra. Se l'utente clicca sulla X il sito non può rilasciare cookie di profilazione. Anche un testo del tipo "Nego il consenso ai cookie di profilazione" può andare bene. 

Precisiamo che non è affatto obbligatorio che il banner indichi il tasto "Nego il consenso ai cookie di profilazione", qualora sia presente la X in alto a destra.

Lo precisiamo perchè alcuni provider di banner cookie hanno veicolato un errato messaggio pubblicitario, che ingenera l'errato convincimento che sia obbligatorio questo bottone.

Con riferimento al secondo tema, il banner deve contenere un link a una sezione dove l'utente può modificare le proprio opzioni sull'uso dei cookie.

Questo link deve essere presente anche nel footer del sito.

Adesso prova a immaginare che pessima UX potrebbe avere l'utente qualora sul tuo sito ecommerce dovessero mancare questi elementi ...

Come potrebbe l'utente negare il consenso ai cookie di profilazione, senza un tasto che gli permetta ciò?

Oppure, come potrebbe modificare le sue opzioni, se il footer non contiene il link "Aggiorna le tue preferenze sui cookie"?

Quanto sopra dimostra ulteriormente che la messa a norma del sito ecommerce contribuisce a migliorare la UX dell'utente.
 

Privacy policy per migliorare la UX dell'utente


Il terzo esempio che portiamo per descrivere come la messa a norma del sito ecommerce migliora la UX dell'utente riguarda il tema "privacy".

In questo contesto, ci focalizziamo sulla c.d. "formula del consenso" al marketing.

Questa formula deve essere pubblicata sul sito ecommerce e specificatamente accettata dall'utente che voglia ricevere comunicazioni di marketing dal sito.

Deve essere redatta in base a specifici criteri previsiti dal Garante Privacy nelle famose Linee guida sullo spam.

La formula del consenso al marketing deve in particolare indicare all'utente:
 
  • chi invierà le comunicazioni di marketing
  • attraverso quale sistema (email, posta cartacea, SMS etc)
  • se le comunicazioni conterranno anche prodotti o servizi di terzi

Molte formula del consenso non contengono queste informazioni e si limitano a testi quali:
 
  • Presto il consenso
  • Accetto la Privacy Policy
  • Accetto l'invio di email

Queste formule non vanno bene ed espongono il sito ecommerce a sanzioni da parte del Garante Privacy.

Non solo.

Il risultato determina una cattiva UX dell'utente.

Infatti, l'utente non è messo in condizione di avere tutte le informazioni utili per decidere se concedere il consenso al marketing oppure no.

E con una formula del consenso non a norma, è probabile che il consenso non venga prestato!


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LegalBilnk è quindi la soluzione definitiva per avere un e-commerce a norma di legge.

Infatti, è l'unico generarore dove i documenti sono generati direttamente da legali esperti in ambito ecommerce (pacchetto Easy Merchant).

Inoltre, è l'unico generatore che rilascia un report sulle criticità legali del sito di commercio elettronico. 

I documenti legali vengono aggiornati non solo quando cambia la legge ma anche quando cambia il business del sito ecommerce. Infatti, è sufficiente contattare i nostri legali che aggiorneranno i documenti legali in conformità alla operatività del sito web.

Team LegalBlink