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06/02/2026
Negli ultimi anni l’Intelligenza Artificiale è entrata in modo sempre più silenzioso nei siti web. Non solo attraverso strumenti evidenti come i chatbot, ma anche tramite sistemi che lavorano “dietro le quinte”: motori di suggerimento, generazione automatica di testi, personalizzazione dei contenuti, analisi dei dati di navigazione o supporto al funzionamento complessivo del sito.
Molto spesso chi gestisce un sito utilizza queste soluzioni senza percepirle come “Intelligenza Artificiale” in senso stretto. Eppure, dal punto di vista normativo, il tema è oggi centrale.
Da un lato, il Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) impone obblighi di trasparenza ogni volta che vengono trattati dati personali mediante sistemi automatizzati, in particolare ai sensi degli articoli 5, 13 e 14, nonché – nei casi più rilevanti – dell’articolo 22 in materia di processi decisionali automatizzati.
Dall’altro lato, il nuovo Regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale (AI Act) introduce un quadro specifico per l’utilizzo dei sistemi di AI, fondato su principi di trasparenza, correttezza informativa e consapevolezza dell’utente, anche quando l’AI è utilizzata con finalità meramente informative o di supporto.
In questo contesto normativo in evoluzione, non è più sufficiente chiedersi se un sito “usa davvero l’AI”, ma diventa necessario valutare come l’AI venga integrata e se l’utente sia adeguatamente informato della sua presenza e dei suoi limiti.
Proprio per questo abbiamo aggiornato il generatore di documenti legali di LegalBlink, introducendo nuove domande dedicate all’uso dell’Intelligenza Artificiale, pensate per aiutare i siti a essere coerenti sia con gli obblighi già previsti dal GDPR sia con le nuove disposizioni introdotte dall’AI Act europeo.
Le modifiche sono state progettate e validate con l’ausilio dello Studio Legale Grassano, lo studio legale che affianca LegalBlink nello sviluppo dei generatori e che ne cura l’impostazione giuridica, assicurando un allineamento costante alle evoluzioni normative in materia di privacy, e-commerce e Intelligenza Artificiale.
SOMMARIO
Il quadro normativo di riferimento
Adeguamento all'Intelligenza Artificiale nella Informativa Privacy
Una nuova sezione sull'Intelligenza Artificiale nelle Condizioni di Vendita e di Servizio
Uso del chatbot
Motori di ricerca
Generazione di contenuti
Sistemi di Intelligenza Artificiale "dietro le quinte"
Come funzionano le nuove domande
Il quadro normativo di riferimento è oggi rappresentato dal Regolamento (UE) 2024/1689, noto come AI Act, che disciplina l’uso dei sistemi di Intelligenza Artificiale all’interno dell’Unione Europea. Il Regolamento è entrato formalmente in vigore il 1° agosto 2024 ed è progressivamente applicabile, con la maggior parte degli obblighi che troveranno applicazione a partire dal 2 agosto 2026, mentre alcune disposizioni in materia di divieti e trasparenza sono già operative in via anticipata.
L’AI Act introduce un approccio basato sul rischio e, per i sistemi di AI classificati come a rischio limitato, prevede specifici obblighi di trasparenza. In particolare, gli articoli 50 e seguenti stabiliscono che gli utenti debbano essere informati quando interagiscono con sistemi di Intelligenza Artificiale, quando i contenuti sono generati o manipolati artificialmente e quando l’AI è utilizzata per finalità informative o di supporto, anche in assenza di decisioni automatizzate con effetti giuridici.
Questi obblighi si affiancano a quelli già previsti dal GDPR (Regolamento UE 2016/679), in particolare ai principi di liceità, correttezza e trasparenza di cui all’articolo 5 e agli obblighi informativi degli articoli 13 e 14, che continuano ad applicarsi ogniqualvolta l’AI comporti il trattamento di dati personali.
Le nuove domande e le nuove sezioni dedicate all’Intelligenza Artificiale nei generatori LegalBlink sono state sviluppate proprio tenendo conto di questo quadro normativo integrato, con l’obiettivo di aiutare siti e piattaforme a comunicare in modo corretto l’eventuale utilizzo dell’AI, senza sovra-dichiarazioni ma anche senza omissioni rilevanti.
Le modifiche sono state progettate e validate con l’ausilio dello Studio Legale Grassano, lo studio legale che affianca LegalBlink nello sviluppo dei generatori e che ne cura l’impostazione giuridica, assicurando un allineamento costante alle evoluzioni normative in materia di privacy, e-commerce e Intelligenza Artificiale.
Il primo aggiornamento riguarda il generatore della Privacy Policy, dove abbiamo inserito una domanda specifica sull’utilizzo di chatbot alimentati da tecnologie di Intelligenza Artificiale.
Sempre più siti utilizzano chatbot evoluti per rispondere agli utenti, fornire informazioni, supportare il customer care o accompagnare l’utente nelle fasi precontrattuali. Questi strumenti, però, comportano quasi sempre il trattamento di dati personali e, molto spesso, si appoggiano a servizi di terze parti basati su modelli di Intelligenza Artificiale.
La nuova domanda si trova nel template riferito alla generazione della Privacy Policy, sezione "Trattamenti particolari".
👉 Quando rispondere SÌ 🤖
Se sul sito è presente un chatbot che utilizza AI generativa o sistemi di risposta automatica “intelligenti”, anche se fornito da servizi esterni (ad esempio chatbot che comprendono il linguaggio naturale, formulano risposte autonome o apprendono dalle interazioni).
👉 Quando rispondere NO 🚫
Se il sito utilizza solo strumenti di contatto tradizionali (form, email, live chat gestita esclusivamente da operatori umani) oppure chatbot statici basati su risposte predefinite, senza alcun utilizzo di Intelligenza Artificiale.
La nuova domanda consente così di chiarire in modo trasparente la presenza (o l’assenza) di chatbot AI all’interno della Privacy Policy, evitando dichiarazioni generiche o incomplete.
Nei template delle Condizioni di vendita e di servizio (prodotti, servizi, B2B e servizi digitali) abbiamo inserito una nuova sezione dedicata all’Intelligenza Artificiale, strutturata attorno a quattro domande distinte, ciascuna pensata per intercettare un diverso contesto di utilizzo dell’AI sul sito.
L’idea è semplice: aiutare chi gestisce il sito a capire se e dove l’AI entra davvero in gioco, evitando sia omissioni sia dichiarazioni eccessive.
La nuova sezione si chiama "Intelligenza Artificiale" e si trova nei template dei seguenti documenti:
Questa domanda serve a coprire i casi in cui il sito utilizza chatbot evoluti, in grado di comprendere il linguaggio naturale e generare risposte automatiche.
👉 Quando rispondere SÌ 🤖
Quando sul sito è presente un chatbot che utilizza Intelligenza Artificiale, anche se fornito da terzi, ad esempio per rispondere alle domande degli utenti, fornire assistenza, informazioni commerciali o supporto precontrattuale.
👉 Quando rispondere NO 🚫
Quando il sito utilizza solo moduli di contatto, email, live chat gestite esclusivamente da operatori umani o chatbot statici basati su risposte predefinite, senza alcun sistema di AI.
Questa domanda riguarda l’utilizzo di sistemi di ricerca o raccomandazione che impiegano Intelligenza Artificiale per restituire risultati, suggerimenti o contenuti in modo dinamico o personalizzato.
👉 Quando rispondere SÌ 🤖
Quando il sito utilizza un motore di ricerca interno o sistemi di suggerimento che si basano su Intelligenza Artificiale, ad esempio per proporre prodotti correlati, personalizzare l’ordine dei risultati, fornire suggerimenti automatici o migliorare le ricerche degli utenti anche tramite servizi forniti da terze parti.
👉 Quando rispondere NO 🚫
Quando il motore di ricerca del sito funziona esclusivamente con logiche statiche o per semplice corrispondenza di parole chiave, senza alcuna personalizzazione, apprendimento automatico o utilizzo di sistemi di Intelligenza Artificiale.
Questa domanda riguarda l’uso dell’AI per creare contenuti, visibili all’utente, in modo automatico o semi-automatico.
👉 Quando rispondere SÌ 🤖
Quando il sito utilizza sistemi di Intelligenza Artificiale per generare testi, descrizioni, immagini, video, avatar digitali o altri contenuti, anche se solo per finalità informative o illustrative e anche se il contenuto viene poi pubblicato sul sito.
👉 Quando rispondere NO 🚫
Quando tutti i contenuti del sito sono creati esclusivamente da persone fisiche, senza alcun supporto di strumenti di generazione automatica basati su AI.
La quarta domanda è una domanda più “ombrello” e serve a intercettare l’uso di AI che non è immediatamente visibile, ma che incide sul funzionamento del sito.
👉 Quando rispondere SÌ 🤖
Quando il sito utilizza sistemi di Intelligenza Artificiale per analizzare contenuti, ottimizzare testi, personalizzare l’esperienza dell’utente, supportare il funzionamento del sito o automatizzare determinati processi, anche tramite servizi forniti da terze parti.
👉 Quando rispondere NO 🚫
Quando il sito non utilizza alcuna forma di Intelligenza Artificiale, né in modo diretto né indiretto, e tutte le funzionalità sono basate su logiche statiche o su interventi esclusivamente umani.
Le nuove domande dedicate all’Intelligenza Artificiale sono già integrate nei generatori LegalBlink e si inseriscono in modo diverso a seconda del pacchetto scelto.
Con il pacchetto Fast Legal, l’utente può accedere direttamente alla sezione “Intelligenza Artificiale” del documento di riferimento e rispondere in autonomia alle nuove domande, ottenendo documenti aggiornati sulla base delle informazioni fornite.
Mediante il il pacchetto Easy Merchant, invece, l’analisi viene svolta dagli avvocati di LegalBlink, che esaminano il sito, valutano l’effettivo utilizzo di soluzioni di Intelligenza Artificiale e rispondono alle domande per conto dell’utente. In questo caso, l’attività include anche un check-up legale completo del sito, volto a individuare eventuali aspetti da correggere o migliorare non solo in relazione all’AI, ma più in generale sotto il profilo della compliance complessiva.
La sezione dedicata all’Intelligenza Artificiale è concepita come uno strumento dinamico e sarà progressivamente aggiornata per tenere conto delle evoluzioni normative e delle innovazioni tecnologiche che incidono sempre più sul funzionamento e sulla gestione dei siti web.
Team LegalBlink