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ChatGPT: come funziona e le risposte alle vostre domande

27/02/2023

ChatGPT: come funziona e le risposte alle vostre domande



ChatGPT è la novità tech di questo periodo. Come funziona questo tool? Quali implicazioni per il business e per gli utenti? Esistono alternative? 

Queste sono solo alcune delle molte domande che abbiamo ricevuto in questo periodo dalle software house nostre clienti e da utenti del sito.

Per questo motivo abbiamo pensato di riassumere in un articolo le risposte alle domande più frequenti che abbiamo ricevuto.

Lo abbiamo fatto intervistando uno dei massimi esperti in Italia in fatto di chatbot: Alessandro Vitale

Buona lettura!

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SOMMARIO


Chi è Alessandro Vitale
Cos'è ChatGPT dal punto di vista informatico
Come funziona ChatGPT
Come siamo arrivati a ChatGPT
I limiti attuali di questa tecnologia
Implicazioni pratiche
Competitor
Maggiori informazioni

 

Chi è Alessandro Vitale


 

ChatGPT



Imprenditore esperto di Artificial Intelligence, nel 2016 fonda Conversate a Londra, la prima piattaforma enterprise per creare chatbot intelligenti.
In precedenza ha fondato Optimist AI, che dal 2010 sviluppa algoritmi di Intelligenza Aumentata dedicati alle forze vendita.
Autore di "Artificial Intelligence" (Egea 2018), membro della Task Force sull'AI dell'Agenzia per l'Italia Digitale, tra i partecipanti al G7 sull'Artificial Intelligence di Montréal.

 

Cos’è ChatGPT dal punto di vista informatico?


 

ChatGPT è un algoritmo di intelligenza artificiale e fa parte della famiglia dei Grandi Modelli di Linguaggio (Large Language Models).
I modelli di linguaggio li usiamo da decenni, sono quelli che quando stiamo scrivendo al cellulare ci suggeriscono la prossima parola da scrivere, sono un componente importante dei correttori automatici e delle applicazioni trascrivono la voce in testo.
Di recente siamo arrivati a fare algoritmi di modelli di linguaggio sempre più grandi, in grado di creare interi paragrafi di testo e nel caso di ChatGPT sostenere un dialogo con una persona.    

 

Puoi dirci in parole semplici come funziona questo strumento?


 

L'obiettivo dei modelli di linguaggio è, data una sequenza di parole. dire quale sarà la parola successiva.
Se qualcuno dice "siamo usciti per fare un pupazzo di ...", una persona che ascolta penserà che la prossima parola della frase è "neve", facendo ricorso alla propria esperienza.
Possiamo far fare "esperienza" agli algoritmi dandogli in pasto tanti testi, così che sappiano dirci che la prossima parola è "neve". Ancora di più, se ogni volta che ci forniscono la prossima parola noi la aggiungiamo alla frase e la ridiamo agli algoritmi, questi saranno in grado di generarci testi lunghi a piacere.  
In passato, gli algoritmi riuscivano a tenere conto solo di una frase corta e dopo che avevano generato qualche parola iniziavano ad andare fuori tema o dire cose senza senso. Oggi ChatGPT riesce a mantenere il contesto della conversazione, tra frasi scritte dall'utente e paragrafi generati, per ben 3000 parole

 

 

Come siamo arrivati a ChatGPT?


 

ChatGPT è il nome di un modello di linguaggio creato da OpenAI, una startup americana fondata nel 2015.

La prima versione dei loro modelli di linguaggio, chiamata GPT, risale al 2018, ma è con la terza versione GPT-3 del 2020 che hanno mostrato le vere potenzialità di questi algoritmi.
GPT-3 era già in grado di scrivere brevi pezzi di software, tradurre da una lingua all'altra, creare dei testi, etc. . Era però piuttosto complicato da usare, aveva un suo "linguaggio" per spiegargli cosa doveva fare.
A inizio 2022 OpenAI ha pubblicato un paper che descriveva un nuovo algoritmo chiamato InstructGPT, con cui è possibile istruire i modelli di linguaggio oltre fornendo dei testi anche tramite il feedback degli umani. In questo modo è possibile "formare" gli algoritmi sia su come comprendere le richieste degli utenti (es. nella forma di domande poste in una chat), che come generare i testi di risposta (es. usando elenchi puntati per migliore comprensione).
A fine 2022 applicando InstructGPT a GPT-3 sono riusciti a creare un algoritmo che crea dei testi con una qualità molto alta e con uno stile simile ad una chat, l'hanno chiamato ChatGPT.  

 

Quali sono secondo te i limiti attuali di questa tecnologia?


 

ChatGPT è stato creato dandogli in pasto una larga parte di quello che c'era su Internet a fine 2021, non è quindi adatto a dare risposte su argomenti più recenti o che siano cambiati nel frattempo.
E' in grado di creare risposte per domande su operazioni matematiche o che richiedano ragionamenti, spesso le risposte sono corrette ma siccome al suo interno non "ragiona" non si ha la garanzia che l'output sia giusto.
ChatGPT può essere istruito solo da OpenAI, non può essere integrato con i propri dati. Nel limite delle 3000 parole gli si può fornire un breve testo e poi farci sopra domande. Se come capita generalmente la propria base di conoscenza è molto più grande non è al momento la soluzione.

 

ChatGPT come funziona
 

 

Nell’immediato, quali possono essere le principali implicazioni pratiche di ChatGPT per le aziende?


 

ChatGPT è già pronto per essere il nostro assistente personale in molti compiti quotidiani. Se dobbiamo scrivere un testo può farlo per noi, se c'è qualcosa che non sappiamo fare possiamo chiedergli come si fa, se vogliamo ragionare su una idea possiamo fargli domande e usarlo per fare brainstorming. L’importante è considerare quello che crea come un semilavorato, starà poi alla sensibilità ed esperienza dell'utente revisionare e correggere quanto prodotto dall'algoritmo. 
Ad oggi per come funziona non è adatto ad essere messo in contatto diretto con i clienti, ma per l'uso interno è un ottimo strumento di produttività.  

 

 

In queste settimane si parla solo di questo strumento. Potranno comparire dei “competitor” per GPT-3, ad esempio da Google, oppure gli alti investimenti, uniti al rischio imprenditoriale, dissuaderanno altre società ad entrare nell’immediato in questa tipologia di business?


 

L'hype intorno ChatGPT ha spinto molte aziende ad accelerare nel rilasciare questi algoritmi. Per esempio c'è già il motore di ricerca you.com che ha YouChat, con il vantaggio di integrarsi con il motore di ricerca e fornire risposte fresche.
Microsoft ha in beta una versione di ChatGPT integrata a Bing, Google ha mostrato Bard, la propria risposta. La criticità di questi strumenti è che possono sbagliare in maniera imprevedibile, chi li mette direttamente a contatto con gli utenti finali corre un serio rischio reputazionale. Quando Google ha presentato Bard agli analisti, questo ha fatto un errore e come conseguenza Google ha perso 100 miliardi di dollari di capitalizzazione! 
Altro discorso sono le applicazioni interne per le aziende, in cui con una opportuna formazione delle risorse che li utilizzeranno si può estrarre molto valore. Su questo fronte OpenAI ha già annunciato una partnership con Bain & Company, una società di consulenza.
E presto ci saranno offerte alternative a OpenAI, Amazon ha stretto una partnership con Hugging Face, una startup che rende disponibili algoritmi tipo ChatGPT con un modello simile all'open source. Grazie alla partnership migliorerà ulteriormente la qualità di quanto realizza.
Siamo solo all'inizio, la competizione sarà feroce e porterà un veloce progresso. 

 

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Team LegalBlink